DRACONCELLO-(ARTEMISIA DRACUNCULUS)

DRACONCELLO-(ARTEMISIA DRACUNCULUS)
  • Commerciante: Antonetti Stefano
  • Catalogo rivenditori nr.: VASO 14
Prodotto nr.: 16
Prezzo IVA esclusa: € 2,73
Prezzo (iva inclusa): € 3,00
Disponibilità: In deposito
Nr. oggetti in deposito: 91

CARATTERISTECHE  BOTANICHE

Pianta perenne della famiglia delle Asteracee. Ha il fusto eretto e ramificato, con foglie strette, lucenti di colore verde scuro che se schiacciate emanano un aroma piccante. I fiori compaiono in estate, sono di color bianco-verdastro, profumati e sono riuniti in infiorescenze a pannocchia.

 

COLTIVAZIONE

Il Dragoncello preferisce climi temperati difatti è sensibile alle temperature inferiori allo zero e predilige terreni fertili e soleggiati.

 

RACCOLTA E CONSERVAZIONE

La parte della pianta maggiormente utilizzata è la foglia. Durante tutta la stagione di crescita si staccano le foglie per usarle fresche. L'essiccazione dei germogli e delle foglie avviene in un luogo buio, asciutto e con una buona circolazione d'aria. In primavera si staccano le foglioline e gli steli freschi per fare l'aceto di Dragoncello.

 

USO IN CUCINA

Il Dragoncello è adatto per insaporire piatti di pesce, frittate, salse, formaggi freschi, ripieni, marmellate e mostarde. Le foglie congelate sotto forma di cubetti di ghiaccio aromatizzano le bevande fresche.

 

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE

La pianta di Dragoncello è utile per le digestioni lente, per stimolare l'appetito, per contrastare i parassiti intestinali, il mal di denti e i reumatismi. Da preferire il Dragoncello francese perché più profumato e senza tossicità.

 

CURIOSITÀ

Le foglie fresche hanno un sapore pungente, a metà tra il sale e il pepe; pertanto possono risultare utili, a coloro che, per problemi di salute, non possono usare il sale. Masticare una foglia fresca di Dragoncello aiuta a superare il singhiozzo. Sul nome Dragoncello cioè "piccolo drago" esistono diverse teorie: la forma delle radici (che ricordano un groviglio di serpenti) potrebbe giustificarne il nome, ma è anche accreditata l'ipotesi che dietro questa scelta ci sia l'antica fama che ha questa pianta di guarire dai morsi dei serpenti velenosi.